Sabbatino Molaro

Sabba per el Mundo

Mi chiamo Sabbatino Molaro e sono nato a Napoli, cresciuto alle falde del Vesuvio. Il cibo, la musica e l’agricoltura non sono mai stati semplici interessi: fanno parte della mia cultura, del mio modo di stare al mondo.

La cucina è entrata nella mia vita presto. Dopo gli studi all’alberghiero sapevo già che non sarei rimasto fermo a lungo. Nella mia testa c’era un’idea semplice e chiara: viaggiare per l’Italia con una borsa di coltelli e qualche giacca bianca.
Così ho iniziato. Cilento, Salento, Costiera Amalfitana, Bologna, Bergamo, Toscana. Ogni luogo mi ha insegnato qualcosa, non solo sul lavoro, ma su me stesso.

Poi è arrivato il momento di guardare oltre. Ho scelto la Svizzera per continuare a crescere nel mondo della cucina. È lì che la mia professione ha iniziato a prendere forma in modo più consapevole, grazie agli anni di gavetta fatti in Italia. Anni che ogni cuoco conosce bene: lavare pentole, pelare patate, spadellare, pulire alici. Un lavoro duro, a volte invisibile, ma fondamentale. E sì, anche bellissimo.

Con il tempo, lavorando in Svizzera, sono iniziate ad arrivare le domande.
Cosa c’è davvero dietro il mondo della ristorazione?
Come viene percepita l’ospitalità da chi la osserva dall’esterno?

Dopo quattro anni di lavoro in Svizzera, periodo in cui ho approfondito anche lo studio della comunicazione, ho sentito il bisogno di cambiare prospettiva. Ho deciso di partire per la Nuova Zelanda, alla scoperta dell’Oceania, e di creare Sabba por el Mundo, il mio primo blog personale.

Questo spazio nasce per raccontare il mio percorso a chi viaggia, a chi lavora in cucina e a chi è semplicemente curioso della vita. Racconto esperienze, luoghi e riflessioni con sincerità, senza filtri, perché per me viaggiare e lavorare non sono mai stati solo spostamenti, ma strumenti per capire meglio il mondo e me stesso.

Muoversi per capire


La storia dietro Sabba por el mundo

Sabba por el mundo nasce in Svizzera.
E forse non poteva che nascere lì.

È il 2021 quando inizio a lavorare come Chef de Partie in un boutique hotel a Savognin, una piccola cittadina di circa mille abitanti nel Cantone dei Grigioni. Un hotel nuovo, uno staff internazionale: ungheresi, argentini, slovacchi, polacchi, spagnoli… un vero mosaico umano.

Il problema? All’inizio non parlavo né inglese né tedesco.
Vi lascio immaginare la tensione: sedersi a tavola, condividere un pasto, e non capire nulla di ciò che le persone ti chiedono. È lì che nasce una spinta fortissima: il bisogno di integrarsi, di comunicare, di far parte davvero di quel mondo. Giorno dopo giorno, parola dopo parola, inizio a “spiaccicare” un po’ di inglese. E con la lingua arriva qualcos’altro: la voglia di viaggiare.

Durante quei tre anni a Savognin – tra il lavoro in cucina e le settimane di ferie, spesso in periodi in cui nessuno andava in vacanza – mi sono ritrovato a evitare i classici viaggi programmati, se così si possono chiamare. Zaino in spalla e compagnia giusta, ho attraversato luoghi molto diversi tra loro: le isole Azzorre in Portogallo, Malta, la Svizzera, la Croazia, la Spagna, la Cina, l’Austria e altri ancora.

Alcuni di questi posti, più di altri, hanno acceso in me una curiosità nuova: quella di esplorare il legame profondo tra cucina e viaggio. È così che entrano nella mia vita la cucina biologica, vegetariana e una serie di progetti che iniziano a ispirare non solo me, ma anche le persone che incontro lungo il cammino. Lavorare in ambienti internazionali mi ha sempre dato la possibilità di conoscere gente nuova, e da lì sono nate esperienze davvero uniche, come il KochGenussAtelier in Austria, nel cuore di Graz, e l’atelier di Andreas Caminada.

Scusatemi se salto da un argomento all’altro, ma non posso farne a meno.
Chi seguirà questo blog capirà presto il perché di questi intrecci continui tra viaggi, lavoro e lingue.

E arriviamo al nome: come nasce “Sabba por el mundo”?

Al ritorno da uno di questi viaggi, incontro nell’hotel in cui lavoravo un ragazzo cileno, Martin, che si occupava dell’housekeeping. Un giorno mi dice:
“¿Por qué no creas un blog? ¿Donde puedes compartir tus historias y contar tus experiencias?”

Da quel momento passano circa due anni. Oggi mi trovo in Nuova Zelanda e decido finalmente di aprire questo blog, dopo mesi di letture e ricerche. Per me il blog ha sempre avuto un valore aggiunto rispetto alla divulgazione di massa sui social network, che rispetto profondamente se usati nel modo corretto. Qui sento di poter raccontare in modo più chiaro e sincero cosa significa davvero viaggiare.

Viaggiare e lavorare.
Farlo con un permesso di dimora di dieci anni, con una working holiday visa che dura circa un anno, oppure semplicemente da turista. Ma non solo. Parleremo anche di cultura alimentare, di immigrazione – alcuni Stati mi hanno colpito in modo particolare, come Tonga, a cui dedicherò un articolo piuttosto approfondito – e di consigli pratici: destinazioni poco conosciute, il modo migliore per affrontarle e come prepararsi, anche quando si parte con la chiave sbagliata.

Questo blog è, in fondo, quasi un diario personale aperto al mondo.
Racconterò i miei viaggi, condividerò i miei consigli e valuteremo insieme una stima dei costi. In questo momento io e la mia compagna stiamo organizzando un viaggio in Vietnam e Giappone, approfittando dei costi più bassi dei voli in partenza dalla Nuova Zelanda.

Essendo un blog che nasce solo per il piacere della condivisione, e non legato a un business in particolare, qui troverete la verità più bella: quella vissuta.

Vi auguro una buona lettura degli articoli che più vi interesseranno.

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Contenuti

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Sabbatino Molaro

Alcune foto dei viaggi, fra Portogallo, Spagna, China, Nuova Zelanda, Malta, Austria, Germania…

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